Approfondimento · 26 settembre 2023

Tiroide: come capire se funziona bene

La ghiandola tiroidea si trova nella parte anteriore del collo, appena sotto la cartilagine che forma il "pomo d'Adamo", e ha la forma di una farfalla. Le cellule che la formano (tireociti o cellule follicolari) producono principalmente due ormoni: la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Questi ormoni regolano il metabolismo, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e lo sviluppo fisico e mentale.

Alterazioni della funzione tiroidea

Le alterazioni della funzione tiroidea riguardano la produzione degli ormoni tiroidei e della calcitonina. Si dividono essenzialmente in due tipi:

  • Ipertiroidismo: la tiroide produce troppi ormoni, con un'iperattività del metabolismo. I sintomi più comuni sono nervosismo, ansia, perdita di peso, battito cardiaco rapido o irregolare, sudorazione eccessiva, intolleranza al caldo, tremori e occhi sporgenti. Le cause più frequenti sono il morbo di Basedow-Graves, una malattia autoimmune che stimola eccessivamente la tiroide, e i noduli tiroidei tossici, che producono ormoni in modo autonomo.
  • Ipotiroidismo: la tiroide produce troppo pochi ormoni, con un rallentamento del metabolismo. I sintomi più comuni sono stanchezza, aumento di peso, pelle secca, depressione, intolleranza al freddo, rallentamento del battito cardiaco, stitichezza e gonfiore del viso. Se non curato può causare problemi seri come obesità, dolori articolari, infertilità e malattie cardiache. Le cause più frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, una malattia autoimmune che distrugge le cellule della tiroide, e la carenza di iodio, elemento essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Cosa sono le tiroiditi?

Le tiroiditi sono infiammazioni della ghiandola tiroidea. Le cause possono essere diverse: infezioni batteriche o virali, malattie autoimmuni, farmaci, radiazioni o traumi.

Come riconoscere una tiroide infiammata?

I sintomi variano a seconda del tipo e della gravità dell'infiammazione. Alcuni sintomi comuni:

  • Dolore e gonfiore alla tiroide
  • Febbre
  • Stanchezza e debolezza
  • Cambiamenti di appetito, di peso e di umore
  • Caduta dei capelli e pelle secca
  • Ciclo mestruale irregolare
  • Sensibilità al freddo o al caldo

A seconda della causa e del decorso, le tiroiditi si distinguono in acute, subacute e croniche.

La tiroidite acuta è la forma più rara e grave, causata da un'infezione batterica che provoca dolore, febbre e rossore nella zona del collo. Se non trattata adeguatamente può portare a complicanze come ascesso o sepsi. Tra i sintomi principali: difficoltà a deglutire, febbre, mal di testa e sensibilità al collo.

La tiroidite subacuta è la forma più comune, causata da un'infezione virale che provoca dolore, gonfiore e sensibilità della ghiandola. Spesso è preceduta da sintomi respiratori come mal di gola o tosse e può provocare sudorazione, palpitazioni e insonnia. Di solito si risolve spontaneamente in poche settimane o mesi; in alcuni casi servono farmaci antinfiammatori. Può alterare temporaneamente la funzione tiroidea, con ipertiroidismo (eccesso di ormoni) o ipotiroidismo (carenza di ormoni). Studi recenti collegano molte tiroiditi subacute all'infezione da SARS-CoV-2 (Covid-19).

Esiste anche un'infiammazione della tiroide legata al post-partum, nota come tiroidite linfocitaria silente. La causa esatta non è nota, ma si ritiene dovuta a un'interazione tra fattori ormonali e autoimmuni. La maggior parte delle donne guarisce completamente senza trattamento; in alcuni casi servono farmaci ormonali tiroidei.

La tiroidite cronica è la forma più frequente nelle donne, causata da una reazione autoimmune in cui il sistema immunitario attacca le cellule sane della tiroide. La forma più comune è la tiroidite di Hashimoto, che porta a un'ipofunzione progressiva e irreversibile della ghiandola, con i sintomi dell'ipotiroidismo: stanchezza, aumento di peso, pelle secca, depressione e bradicardia (rallentamento del battito del cuore).

Un'altra condizione cronica ma rara è la tiroidite di Riedel, caratterizzata da un processo cicatriziale nella tiroide che può causare ingrossamento, dolore e difficoltà a deglutire. Si tratta con farmaci antinfiammatori e corticosteroidi; in alcuni casi è necessario l'intervento chirurgico.

L'infiammazione dei tendini che circondano la tiroide prende il nome di tiroidite di De Quervain. I sintomi includono dolore e gonfiore al collo e difficoltà a girare la testa. Viene trattata con riposo, farmaci antinfiammatori e ghiaccio.

Quali sono le cure per le tiroiditi?

Il trattamento dipende dalla causa e dalla gravità:

  • Nelle forme acute si usano antibiotici e antinfiammatori per combattere l'infezione e ridurre il dolore.
  • Nelle forme subacute si usano antinfiammatori o corticosteroidi per alleviare i sintomi e si monitora la funzione tiroidea.
  • Nelle forme croniche si usano farmaci sostitutivi degli ormoni tiroidei per riportare nella norma i livelli degli ormoni.

Nell'ipotiroidismo di solito si assume ogni giorno, a stomaco vuoto mezz'ora prima della colazione, la levotiroxina (ormone tiroideo T4), in compresse prescrivibili a carico del SSN in fascia A. Il farmaco va assunto per tutta la vita ed è necessario controllare periodicamente con un prelievo il livello degli ormoni tiroidei, per evitare gli effetti di un sovradosaggio.

Nell'ipertiroidismo la cura dipende da età, causa e gravità della malattia:

  • Il trattamento con iodio radioattivo, a dosi molto basse; i sintomi di solito rientrano in tre-sei mesi.
  • I farmaci antitiroidei (tionamidi), che riducono la sintesi degli ormoni. In alcuni casi risolvono il problema in modo definitivo, ma richiedono controlli regolari della funzionalità del fegato con esami del sangue.
  • I beta-bloccanti, per controllare il battito cardiaco.
  • Quando le altre cure non sono possibili, l'asportazione chirurgica della ghiandola (tiroidectomia). Durante l'intervento possono essere danneggiati i nervi delle corde vocali e le paratiroidi (cellule follicolari o cellule C), ghiandole che controllano i livelli di calcio nell'organismo. Dopo l'asportazione è necessario assumere per tutta la vita l'ormone tiroideo T4 (levotiroxina).

Screening e prevenzione

Il modo migliore per capire se la tiroide funziona bene è misurare nel sangue l'ormone che la stimola, il TSH. Il TSH è basso in chi ha ipertiroidismo e alto in chi ha ipotiroidismo.

Se il TSH è normale si può escludere, salvo casi particolari, un'alterazione della tiroide come l'ipertiroidismo o l'ipotiroidismo. I casi particolari sono quelli in cui il problema è secondario e dipende dall'ipofisi o dall'ipotalamo, le parti del cervello che controllano la tiroide. Il valore del TSH può essere falsato anche da alcune condizioni di salute gravi o da farmaci come i glucocorticoidi o la dopamina.

Quanti italiani soffrono di disturbi della tiroide?

Le persone con disturbi della tiroide sono aumentate dal 2016 al 2021. Nel 2016 circa il 14% degli italiani seguiti dai medici di medicina generale soffriva di disturbi della tiroide; nel 2021 la prevalenza è salita al 17,1%, il dato più alto del periodo.

Perché la prevenzione è cruciale?

Da uno studio del 2022 condotto su 4.402 persone è emerso che un'elevata percentuale di disturbi tiroidei rimane non diagnosticata. Grazie a uno screening sulla popolazione è stato rilevato che il 92,6% era affetto da ipotiroidismo subclinico, il 93,9% da ipotiroidismo clinico, l'83% da ipertiroidismo subclinico e il 71,4% da ipertiroidismo clinico.

Nel laboratorio La Biomedica puoi controllare la tiroide con il check-up tiroide: trovi il pacchetto, con gli esami inclusi e il prezzo, nell'app.

Vuoi fare i controlli nel nostro laboratorio?

Vedi check-up e offerte

Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.

Inquadra con la fotocamera per aprire l'app
prenota.analisibiomedica.it